Editti, Proclama, Manifesti Camerali 2018 IN ALLESTIMENTO

Editti, Proclama, Manifesti Camerali

Un editto è un pronunziamento avente valore di legge emanato da chi possiede l'autorità detta appunto ius edicendi. Il termine deriva dal latino edictum, a sua volta composto dei termini e-dicere, "dire fuori", nel senso di "pronunziare" in discorso. Per estensione si definisce come tale un decreto od un ordine emanato con crismi di particolare solennità, ma anche, al contrario, un'ordinanza, come un diktat, cui si attribuisce un significato negativo di imposizione dall'alto. ---------------------------- EDITTO di Pietro De Francisci - Enciclopedia Italiana (1932) EDITTO (lat. edictum). - È un'ordinanza emessa dal magistrato, dal pontefice massimo, più tardi dal principe, che stabilisce una certa linea di condotta obbligatoria per i cittadini. Non dunque ogni manifestazione di volontà del magistrato e nemmeno il comando diretto al singolo cittadino cadono sotto il concetto di editto: questo è sempre una disposizione contenente prescrizioni generali per tutti coloro che si trovino in una situazione determinata. Nel periodo repubblicano il ius edicendi compete dunque a tutti coloro che siano investiti di funzioni tali da poter imporre la loro volontà alla cittadinanza. In prima linea quindi al magistrato munito di imperium e cioè, in Roma, al console e al pretore e, in provincia, al governatore. La facoltà di edicere spetta però anche al censore, quantunque non investito di imperium, in quanto egli ha la facoltà di riunire l'exercitus urbanus; e venne pure riconosciuta ai tribuni, quando la loro posizione si accostò a quella dei magistrati cittadini. Nessuna menzione di questo diritto s'incontra invece per i questori e per gli edili della plebe. Viceversa il ius edicendi spetta agli edili curuli in dipendenza della loro giurisdizione e del loro potere di polizia. Il magistrato può emanare editti sin dall'istante della sua designazione e prima dell'effettiva assunzione della carica; ma solo in quest'ultimo momento l'editto ottiene la sua efficacia. Anche il pontifex maximus gode del ius edicendi per la convocazione delle curie e per l'esercizio di talune sue funzioni. La comunicazione al popolo avveniva, regolarmente, mediante dichiarazione orale fatta per mezzo di un araldo in contione. Ma certo, fin da epoca antica, questa comunicazione orale, che venne sempre formalmente conservata, fu per ragioni pratiche seguita dalla redazione scritta (proponere, proscribere), di solito su tavole di legno imbiancate (donde il termine album) con lettere nere e intestazioni rosse (rubricae) e dall'affissione del testo: la durata dell'affissione variava a seconda della natura dell'editto. L'efficacia dell'editto durava quanto la permanenza in carica del magistrato. L'editto di ciascun magistrato cittadino o provinciale si riferiva a quelle materie che rientravano nella sfera delle sue competenze. Particolare importanza assunse l'editto del pretore, che venne a costituire la base formale principale del ius honorarium o praetorium (v. sotto: Editto perpetuo; Editto translatizio). ----------------- Enciclopedia Treccani proclama s. m. (ant. s. f.) [der. di proclamare] (pl. -i). – 1. Discorso solenne, che un sovrano, un capo di stato, un comandante militare supremo rivolgono alla nazione o alle truppe per annunciare gravi decisioni, per fare un appello, un invito e sim.: i p. di Napoleone al popolo francese, all’esercito; il p. di Rimini, rivolto da G. Murat il 30 marzo 1815 agli Italiani per invitarli a unirsi a lui contro l’Austria; il p. di Moncalieri, indirizzato al popolo piemontese da Vittorio Emanuele II il 20 nov. 1849, dopo lo scioglimento della Camera. 2. a. non com. L’atto di proclamare, con sign. astratto e generico. b. ant. Pubblicazione di matrimonio, che fa il parroco dall’altare.

Autori vari

Critica

Dal vocabolario italiano: Proclama. Sostantivo proclama m sing (plurale: proclami) (storia)(politica)(diritto) importante discorso pubblico che racchiude un annuncio o una sollecitazione Voce verbale proclama terza persona singolare dell'indicativo presente di proclamare seconda persona singolare dell' imperativo di proclamare Sillabazione pro | clà | ma Etimologia deriva da proclamare Correlate proclamare, proclamazione

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